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La Laives che vorrei: lo sguardo della Gen Z sulla città

cs esito bando generazioni 29 07 2019 int

Stefania Rossi racconta il progetto dell'associazione LaSecondaLuna di Laives che vuole coinvolgere i giovani abitanti nella pianificazione di una città ideale.

Essere adolescenti oggi non è facile. Il mondo fatto dagli adulti spesso non riesce a soddisfare i bisogni delle giovani generazioni che si sentono inascoltate. Ma diventare parte attiva all'interno della comunità è possibile e il progetto dell'associazione LaSecondaLuna vuole proprio incoraggiare i ragazzi delle scuole medie ad esprimersi sugli spazi della città di Laives.

Stefania Rossi, portavoce dell'associazione, racconta la storia del progetto vincitore del bando Generazioni con un duplice intento: stimolare i ragazzi alla riflessione sulla struttura della città e sviluppare capacità organizzative e progettuali.

Stefania, innanzitutto grazie per questa chiacchierata. Partiamo subito con il progetto, com'è nata l'idea?

«“La Laives che vorrei” nasce da un'idea chiusa nel cassetto che in occasione del bando Generazioni ha avuto modo di diventare più strutturata. L'obiettivo è quello di lavorare sul concetto di abitare legato alla comunità, indagare su quali sono i luoghi che gli adolescenti vivono quotidianamente e sensibilizzare sulla tutela del bene pubblico come qualcosa in cui partecipare ed avere un ruolo attivo. L'iniziativa è articolata in una serie di laboratori negli spazi scolastici ma anche all'aperto previsti per il prossimo autunno».

Quali sono le attività previste durante i laboratori?

«Il percorso prevede cinque incontri con la presenza di esperti e professionisti nel campo dell'architettura e del design, ma saranno i giovani a condurre il laboratorio dove sarà data completa libertà di espressione. L'intento è quello di simulare un vero e proprio cantiere che dalla scuola si estenda alla città.

Il primo incontro avverrà all'interno dell'ambiente scolastico, con un'introduzione teorica basata sul potere evocativo delle immagini. L'input iniziale prevede l'utilizzo delle immagini insieme ad alcuni riferimenti, come “la città ideale” teorizzata da Platone o il pensiero urbanistico di Le Corbusier, ma anche stimoli letterari come “Le città Invisibili” di Italo Calvino e le utopie del passato, fino ad arrivare al concetto di abitare contemporaneo».

Dall'aula poi si passa all'aperto

«Il secondo incontro si terrà all'aperto, precisamente alla croce di Laives, un luogo dove osservare la città dall'alto come in una spece di Google Maps. Insieme all'architetto Marco Cestarolli e alla designer Sara Filippi si cercherà di fare una lettura del tessuto urbano e come tradurlo graficamente.

Successivamente i ragazzi potranno fantasticare su una Laives immaginaria. La vera sfida sarà calare la fantasia in un ambiente reale. Ai partecipanti sarà anche consegnato un questionario che coinvolge anche i genitori, per sviluppare un senso di cittadinanza attiva».

Quali sono gli obiettivi finali?

«Il terzo appuntamento sarà di nuovo in classe, dove la Laives utopica prenderà forma attraverso la tecnica espressiva che si preferisce: dal testo scritto, al disegno, al collage...
Sara, la nostra designer, creerà un'unica mappa grafica della città. Poi, insieme ai ragazzi, ragionerà su quali idee potrebbero realizzarsi. Sarà un lavoro di gruppo simile a una vera catena di montaggio per capire come funziona un ambiente lavorativo. Marco, invece, avrà il compito di realizzare un progetto urbanistico in Autocad: il nostro desiderio, infatti, è quello di presentare una vera proposta al comune di Laives».

Un concetto di abitare anche in ottica sostenibile?

«La Laives che vorrei vuole offrire competenze e strumenti utili nella vita di tutti i giorni a una fascia di età che si trova in un momento di formazione e costruzione della propria identità.

Da una parte sviluppare la capacità creativa e progettuale, dall'altra prendersi cura del proprio territorio come cittadini. Per questo ci sarà una forte attenzione al tema della sostenibilità: dall'idea grafica si passerà poi a realizzare un plastico impiegando materiali di recupero per riflettere sull'importanza del riuso e della tutela ambientale».

Trasformare i sogni in realtà, si ricollega anche al tema del bando “Aspirazioni e ispirazioni”.

«Proprio così, in questo percorso si cerca di offrire spunti per ispirare le nuove generazioni a immaginare scenari futuri possibili per la città. Dalle aspirazioni, come sognare una Laives utopica, si può ottenere una spinta a realizzare qualcosa di concreto».

LaSecondaLuna, un punto di riferimento culturale a Laives

L'associazione ha sede a Laives, in via Pietralba 29, uno spazio aperto a tutti che vuole avvicinare il pubblico ai linguaggi della contemporaneità e delle arti visive attraverso attività culturali e creative.
LaSecondaLuna vuole anche offrire un supporto – oltre che un trampolino di lancio – per i giovani artisti locali anche a livello regionale, con un percorso che non si ferma alla mostra, ma comprende anche la figura di un curatore che accompagna l'artista nelle varie fasi della crescita professionale. Le attività si svolgono sul territorio della Bassa Atesina, la cui vita culturale è spesso penalizzata dalla vicinanza a Bolzano e Trento.

L’articolo è stato scritto da Lisa Pontoni nell’ambito del percorso esperienziale attivato con Generazioni e Coop Mercurio all’interno del Media Contest di Tempora ODV.

 

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